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Ezio Cerruti e il suo moscato allergico alla convenzione

Le mani sono quelle di un uomo che vive la propria terra ogni giorno, una prerogativa comune fra i vignaioli tenaci e appassionati. Stavolta ci hanno accolto quelle di Ezio Cerruti.
Siamo a Castiglione Tinella (Cn), la giornata è limpida e fresca dopo il passaggio della tramontana che ci permette di poter osservare da quel punto così alto l’abbraccio che dal Monviso al Monte Rosa cinge il Piemonte.
Poco fuori dal paese, scendendo verso valle troviamo la cascina di Ezio, pronto a ospitare, fra un impegno e l’altro chiunque si avventuri all’interno del suo cortile. Dopo aver bussato si viene innanzitutto accolti da un sorriso, un volto sereno e solo dopo averti fatto accomodare chiede il perché della visita, chi sei e da dove vieni. Non c’è sala degustazione, c’è di meglio: un salotto caldo con divano, tavolino, caminetto acceso e un vinile che gira.
Ezio Cerruti dovrebbe produrre Moscato d’Asti, come tutti lì intorno, il problema è che non ama la tecnologia enologica e le forzature per la stabilizzazione del prodotto.
Arrivano le prime bottiglie, anche se si parla di tutto meno che di vino. All’inizio si discute di territorio da conservare, di terra d’elezione per il moscato bianco ma anche di anarchia e leggera allergia per la convenzione.
Il risultato lo troviamo nel bicchiere:

Ezio-Cerruti-Fol-S-355x355Fol 2015, Vino Bianco

E’ la versione secca del moscato bianco che spadroneggia sui tutti i 7 ettari della tenuta di Cerruti, un vino che si presenta maturo già al colore, giustificando la fermentazione e l’affinamento di un anno in legno grande. Il naso ci racconta un’espressione totalmente diversa di uno dei vini più conosciuti al mondo, arrivano aromi minerali, terrosi, solo dopo troviamo frutto giallo e fiore. All’assaggio è asciutto e rotondo, non è il classico moscato che salta da un lato all’altro della nostra bocca, è persistenze e molto corrispondente e coerente con il naso. Abbinamento esotico con una tartare di ricciola, oppure ai classici ravioli del plin con sugo d’arrosto.


Rifol 2015, Vino Bianco Frizzante

Rifol è il nuovo arrivato, si tratta semplicemente del Fol rifermentato in bottiglia con l’aggiunta di mosto. Ezio racconta che prima di produrlo ha dovuto fare diversi esperimenti, avvalendosi anche dei consigli di chi rifermenta in bottiglia da una vita fra l’Emilia e Valdobbiadene. E’ un vino divertente, spensierato e creato con l’unico scopo di dissetare e appagare il corpo e l’anima. Le note di fermentazione si fanno sentire anche se il naso è molto in linea con il fratello maggiore. In bocca c’è la vera e propria rivoluzione, l’effervescenza aiuta l’acidità a spiccare e rende la beva più semplice e piacevole del Fol.
Da aprire in sostituzione di qualsiasi altra bibita fresca d’estate.


Schermata 2017-01-03 alle 13.33.08Sol 2011 Vino Passito

Il vero e proprio cavallo di battaglia dell’azienda, un passito di moscato bianco che invecchia per 4 anni in barriques molto usate dopo un appassimento in pianta di un mese e mezzo circa (con potatura del capo a frutto prima della vendemmia). Il colore è ambrato e lucente, al naso il ricordo delle erbe aromatiche tipiche del moscato si fa avanti per lasciare poi spazio alla pesca e alla frutta secca. In bocca stupisce per la grande freschezza e la sapidità che equilibrano la dolcezza. Grande aromaticità e persistenza infinita.
Uno dei migliori passiti mai assaggiati.


Bonus Track

Sol 10 e Riesling passito
Gli ultimi due vini rappresentano a pieno Ezio Cerruti, amante di letteratura e del conterraneo Cesare Pavese, dal quale si sarà liberamente ispirato per la creazione di questi vini curiosi e appassionati.

“Aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettare niente che è terribile.” Il mestiere di Vivere.

Il Sol 10 è la selezione di una barrique del 2006 che è stata imbottigliata, come ricorda in nome, dieci anni dopo. Evoluzione magistrale, in un vino che sfida il tempo e la stabilità emotiva di chiunque lo assaggi.
Ecco, dopo averlo assaggiato e aspettato si può ritrattare il concetto di “miglior passito mai assaggiato”.
A volte ci dimentichiamo, nella frenesia generale, di quante gioie possa dare in più un vino se solo fossimo in grado di aspettare il momento giusto.

Finché si avranno passioni non si cesserà di scoprire il mondo” Il mestiere di Vivere.

Il riesling invece è un classico vino fuori dal mondo, età indefinita fra i dieci e i dodici anni. Questo vitigno non è tipico di queste zone anche se moltissimi produttori lo impiantarono sia per passione sia perché il moscato, maturando, lo ricorda molto. Purtroppo qualche anno fa un attacco di flavescenza dorata ha obbligato Ezio a espiantare tutto il riesling. Sono rimaste poche bottiglie accatastate casualmente su un lato della cantina, la curiosità di chiedere di cosa si trattasse ha premiato: “Mi hai scoperto – dice Ezio – le avevo messo in terra proprio perché nessuno se ne accorgesse, dai prendiamone una”. Lo apriamo, leggero petillant, una dolcezza appena accennata e freschezza da vendere. Un vino unico, come il pensiero di chi lo produce.

 

Ezio Cerruti
Via Balbi, 8 – Castiglione Tinella (CN)




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