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NOCINO: Non sono tutte bianche le Perle di Spilamberto.

Il nocino è stato il primo superalcolico che ha trovato posto sulla mia tavola, anche se ovviamente la tavola non era solo mia visto che ero proprio piccolo.

Il nocino, per chi non lo sapesse, è un liquore prodotto mediante infusione delle noci in alcool etilico e zucchero. Ne esistono, si dice, una cosa come 500 ricette diverse, -è una roba da smanettoni il nocino: chi ci mette l’acqua, chi assolutamente non ce la mette, chi ci mette la buccia di limone, i chiodi di garofano, i chicchi di caffè.. Siccome ultimamente mi sento parecchio anarchico, non mi sento di dare preferenze riguardo alla preparazione; eppure, come dicono i vecchi, e loro ne sanno, “poco è già molto”, e questo è sacrosanto. Basta un centimetro in più di scorza e l’odore sembrerà quello della benzina, basta un chicco di caffè di troppo per rendere il nocino torbido come acqua di fiume e più impenetrabile della pece, e i chiodi di garofano devono la loro diffusione alle loro proprietà di mascheramento degli odori… Quale effetto potranno mai avere??

La Ricetta:                          http://www.ordinedelnocinomodenese.it/toc.htm

La ricetta allegata è buona. Personalizzatela se volete, ma ricordate: poco è già molto!

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Data la sua diffusione, un nocino davvero buono è cosa più rara di quanto possa sembrare. Ma è buono come l’amore di una donna.
Tradizionalmente infatti il nocino veniva preparato dalle donne, dalle rézdore, e servito come digestivo agli uomini, ma anche alle donne, per il pranzo di Natale.

Dopo un tour di tortellini con brodo di cappone- più grasso e buono, visto che è festa- cotechini, zamponi, fagioloni, lenticchie, purè, bolliti, arrosti e dolci(tra i quali ricordiamo il poco famigerato Pan-di-Natale), solamente un buon nocino poteva risolvere la situazione e trasformare la bestia che si stava per sbottonare i pantaloni in un gentiluomo sazio e contento. Va da sé che il nocino diventasse anche un modo per misurare le capacità della rézdora, e l’Ordine del Nocino Modenese fino a tempi recenti (2005) era completamente ed esclusivamente composto da donne, per statuto.
Sebbene lo statuto preveda che la presidente debba sempre essere donna, dal ’05 anche gli uomini han potuto accedere a quest’ordine e diventarne membri e consiglieri.
Agli uomini era concesso essere, se proprio volevano, Assaggiatori di Nocino nell’occasione del Palio di San Valentino.

Contemporaneamente alle vostre cene romantiche e, soprattutto, alle Anteprime dei Grandi Vini Toscani, che forse vi siete appena persi, a Spilamberto (MO) tanti grandissimi appassionati si sono ritrovati per assaggiare e premiare, il Nocino Artigianale migliore. Il loro lavoro e la loro devozione sono impagabili.

DSC_2742Il nocino migliore viene scelto attraverso una serie di assaggi alla cieca, ogni campione viene assaggiato 6 volte da 6 persone diverse che ogni volta discutono sul voto da dare, i campioni che hanno accesso alla finale(72 campioni) verranno assaggiati altre 6 volte dai Maestri Assaggiatori, per un totale di 12 assaggi alla cieca, ogni volta ridiscussi. Un’attenzione e una cura quasi maniacali, attraverso uno dei mezzi più severi: l’assaggio alla cieca.
Ogni assaggio comprende una valutazione VISIVA del prodotto, anche servendosi della luce di una candela, una OLFATTIVA dello stesso e un giudizio GUSTATIVO che rimane il più importante. Compilando una scheda gli assaggiatori attribuiscono un valore al campione, valore che può arrivare fino a 300 punti, anche se arrivare ad un punteggio così alto è decisamente arduo. Gli esami e le prove a cui ogni campione è sottoposto sono dure, ma il vincitore non può che essere uno solo e se pensate che anche quest’anno c’erano diverse centinaia di concorrenti, non può essere diversamente.

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Intorno al giorno di S.Valentino viene data lettura del vincitore e dei migliori classificati, la classifica finale di ogni Palio dal 2005 in poi è conservata sul sito dell’Ordine del Nocino Modenese e continuamente visionabile da chiunque. Altra regola: tra i primi 12 non ci potranno essere nocini che si sono classificati tra i primi 3 nei 3 anni precedenti, questi potranno sempre essere premiati come Eccellenti Fuori Gara.

Sebbene il nocino venga coltivato dall’Ordine sempre e solamente a titolo di volontariato, e con grande umiltà, queste persone tengono tra le mani, ma anche nel naso e in bocca, un gioiello davvero incredibile. Il volontariato non è segno di improvvisazione, non lo è di certo all’Ordine del Nocino Modenese!
Quello che rimane da fare a te che leggi l’articolo, è di schiodare il sedere dalla sedia e provare: la ricetta ce l’hai! Il nocino è una di quelle cose che dà soddisfazione… Smettila di stare sempre al computer: #OHMYWINE sostiene un utilizzo moderato e consapevole di questo strumento, per contro, noi della redazione crediamo tutti nella necessità della riscoperta di certi tesori enogastronomici, come il Nocino!

Voglio chiudere ringraziando tutti i componenti dell’Ordine, senza i quali questo articolo non sarebbe stato possibile. In particolare Duilio(Nino), Marisa, Ugo, Giorgio, Donatella, Michele, e la presidentessa Vania Franceschelli per la disponibilità, la pazienza e soprattutto, per la loro Passione.

Ed anche alla Fede e alla Mary,  fotografe ufficiali.DSC_2764




Ci sono 2 commenti

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    • Andrea Matteini

      Salve Rita!
      Probabilmente potrebbe aver delle evoluzioni interessanti. Il consiglio in questi casi è sempre quello di aprire e provare. Nel caso fosse affezionata alla bottiglia può sempre tenerla…vuota!
      Ci faccia sapere come va, siamo curiosi.


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